Normative bancaria: la Commissione per modifiche rapide

Le lamentele verso il sistema bancario non sempre tengono conto della normativa in vigore per il sistema di intermediazione finanziaria, evolutasi in modo intenso dopo la crisi del 2008, e, talvolta, sembrano un paravento per nascondere altre manchevolezze. La complessità del quadro normativo e contabile esistente è tale che la Commissione Europea, nell’ambito di un incoraggiamento all’uso di flessibilità per le norme contabili e prudenziali, prova ora a favorire l’erogazione del credito a famiglie e imprese per far fronte all’emergenza economica in essere. Le iniziative riguardano: a) adattamento del calendario di applicazione dei principi contabili; b) trattamento migliore delle garanzie pubbliche concesse in periodi di crisi; c) interventi in senso favorevole sul coefficiente di leva finanziaria; d) anticipazione di misure concordate a favore di PMI e di progetti o lavori infrastrutturali.

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Corsa alle Banche

Dopo la pubblicazione del D.L. 23/2020 sembra essere partita la “corsa alle banche”. Il blocco produttivo in Italia e le problematiche esistenti anche in mercati esteri di riferimento favoriscono l’incremento del capitale circolante (es., ritardo o assenza di incassi; incremento delle scorte). In assenza di una “riserva di liquidità” costituita nel tempo e adeguata ad affrontare la dimensione del fenomeno, le piccole e medie imprese necessitano di nuova liquidità. Le moratorie introdotte ex-lege dal “Decreto Cura Italia”, prima, e l’intervento di potenziamento delle garanzie pubbliche previste nel c.d. “Decreto Liquidità” spingono decisioni verso nuova finanza, sia pure fatta con il debito. Tuttavia, per poter valutare bene cosa fare, conviene operare – come realizzato con alcuni clienti in questi giorni –  in una logica che preveda “scenari” di intervento in funzione delle scelte strategiche, della struttura economico-finanziaria e della dinamica attesa dei flussi di cassa. Può forse andare bene anche correre dalle Banche – alle quali, peraltro, non risulta cambiato negli ultimi giorni il complessivo impianto normativo e contabile che impatta sulla loro operatività e valutazione. Ma il debito finanziario resta tale in futuro, anche se garantito dallo Stato.

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Coronavirus: piani per simulare effetti e valutare strumenti finanziari

Il “coronavirus” sembra già colpire il mondo delle imprese come un uragano si abbatte sulla costa. Ad esaminare la situazione di un numero anche elevato di piccole e medie imprese “pre-coronavirus”, tuttavia, si evidenziano difficoltà finanziarie che non potranno che essere enfatizzate dalla – chiamamola così – “pandemia economica”. Per far fronte a tali problematiche – laddove possibile e per quanto sia possibile – diventa ancor più critico sviluppare piani aziendali che consentano di simulare gli effetti su strategia e finanza aziendale del “coronavirus” e valutare le decisioni su assetto operativo, circolante, investimenti e, in generale, risorse finanziare adeguate a imboccare il sentiero per superare la “selva oscura” a cui ci si trova davanti. Oggi, anche grazie all’innovazione digitale, le tradizionali scelte finanziarie possono essere integrate con strumenti nuovi. Dopo la lettura di Seneca, direi che “Molte cose, non è perché sono difficili che non osiamo farle, ma perché non osiamo farle che sono difficili.” Con il piano aziendale non si tratta di “prevedere” cosa succede. Si tratta di prepararsi a combattere per uscire dalla “selva oscura”.

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Adeguati assetti organizzativi

Ho svolto attività formativa a favore dei Dottori Commercialisti di Padova sugli adeguati assetti organizzativi organizzativi, tema davvero rilevante dopo il nuovo codice della crisi. Credo che il mondo imprenditoriale non abbia ancora percepito pienamente  il profondo cambiamento introdotto dalla Riforma, che se, pure con finalità positive, introduce gli strumenti di pianificazione e controllo (non solo economico) come centrali nell’organizzazione aziendale, nel contempo si scontra con una cultura aziendale delle piccole imprese che verte spesso su concetti esclusivamente economico-patrimoniali orientati dal “consuntivo”. Credo valga la pena di valutare il fattore “tempo” nell’attuazione della riforma.

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Il controllo di un piano aziendale

E’ stato oggetto di un Convegno a Vicenza il primo Quaderno UGDCEC Vicenza che tratta il tema della “valutazione d’azienda” con particolare riferimento alle Piccole e Medie Imprese. Il dr. Corà ha partecipato come relatore sul tema relativo al controllo di un piano aziendale in ambito valutativo, evidenziando come, di fronte a business plan di PMI, la qualità della base informativa sia comunque fondamentale a fini valutativi e come si ponga al valutatore l’esigenza di “scavare” non solo nei numeri del piano ma nella complessiva coerenza tra sistema azienda – includendosi anche la struttura proprietaria, l’assetto di governo e i sistemi di supporto alle decisioni -, ambiente economico, sistema competitivo e dinamica dei flussi economici e finanziari.

09.10.2018 – Gc